Il 30 maggio 2017 la pagina di informazione “Cento News”, pubblica su Facebook la notizia della caduta di un frammento celeste sulla città di Roma nel quartiere Quadraro. Il video, che simula la ripresa del meteorite da una telecamera di sorveglianza mentre si schianta in via dei Quintili 144 e la relativa fake news sono diventati virali sul web, generando – tra curiosità, preoccupazione, ironia e interesse – oltre 12.000 visualizzazioni in quattro giorni. La smentita arriva dopo tre giorni attraverso il quotidiano online Repubblica.it  con un articolo di Arianna Di Cori che titola:“Meteorite su Roma” la bufala sbanca in Rete. Ma nel cratere c’è una mostra.

La mostra è di Fiorenzo Zaffina, a cura di Spazio Y, con un testo critico di Helia Hamedani e un contributo scientifico di Cristian Stanescu.

«Il pavimento è stato divelto – spiega l’artista – la vetrina della porta d’ingresso infranta e le pareti si presentano danneggiate dai frammenti e dalle polveri di colore azzurro fluorescente che il corpo celeste ha copiosamente rilasciato impattando dentro lo spazio espositivo. Dalle rotture, che fanno parte della mia ricerca all’interno di muri e strutture portanti, nascono nuove creazioni. Infatti, dal cratere emerge un blocco di plexiglas, segnato da altrettante “spaccature”. Non è tondo, brutto e nero ma ha la forma perfetta di un cubo limpido e trasparente; una fonte luminosa al suo interno e un filo di fumo lo completano, aumentando l’illusione di avere a che fare con uno strano oggetto venuto dallo spazio».
«Si tratta di un doppio lavoro: uno puramente artistico e uno sociologico. Il buco, che è parte fondamentale del mio modo di fare scultura, si sovrappone al buco nella potente rete, dove questa, come tante altre fake news, passano indisturbate e condizionano chiunque venga raggiunto».